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La Comunità del Reventino
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inserito:: Lunedì, 30/08/2010 - 13:49:55
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Aperta da Agorà - Ultimo messaggio da Agorà
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«Lo sviluppo si crea con l'agricoltura non costruendo centrali a biomasse» SOVERIA MANNELLI: Domenica 29 Agosto 2010 GAZZETTADELSUD Santino Pascuzzi Dopo i dibattiti nelle piazze sono arrivate le decisioni adottate dai consigli comunali: hanno deliberato la contrarietà l'assemblea del comune di Soveria Mannelli e anche quella del comune di Carlopoli. Il confronto sulla costruzione della centrale a biomasse a Panettieri, confinante con il comune di Carlopoli non si è esaurito, anzi valutazioni e pareri si susseguono. Una centrale che dovrebbe avere circa 14 Mw di potenza elettrica, per il funzionamento servirebbero circa 130mila tonnellate annue dichiarate di biomassa, ed inoltre l'utilizzo di 200mila metri cubi all'anno di acqua, sono solo alcuni dati per rendere operativa la struttura. Per capire meglio cosa prevede la progettazione di un impianto per la produzione di energia elettrica che utilizza come materia prima le biomasse, ne abbiamo parlato con Giuseppe Peronace, ingegnere idraulico e cultore del nostro territorio, che ha già affrontato negli anni scorsi le problematiche relative alla progettazione di una centrale a biomasse ed alle risorse territoriali in generale. A tal proposito Peronace puntualizza: «Un modo, ormai dimostratosi non degno di una società avanzata, di proporre sviluppo è quello (in voga negli anni '50-'60) di realizzare una infrastruttura, una costruzione, una qualsiasi trasformazione del territorio e solo a posteriori pensare agli impatti che la stessa provoca sull'uomo e sull'ambiente che lo circonda. Pare sia questa la logica con la quale è stata concepita e proposta la elefantiaca centrale a biomasse di Panettieri». «Ad esempio – ha precisato Peronace – dalle carte che ho potuto consultare e senza scendere nei particolari, lo studio delle potenzialità di approvvigionamento della biomassa è molto approssimativo e sicuramente quantitativamente sovrastimato, in quanto si danno per scontate una serie di circostanze che contrastano con la nostra realtà; come pure sono approssimative e superficiali le stime dell'impatto di una simile cattedrale su di un territorio montano che recentissimi studi hanno considerato tra i più puliti d'Europa per l'aria che si respira; mi riferisco in particolare al fatto che i cosiddetti filtri adottati nel ciclo terminale di trattamento dei prodotti della combustione riescono a trattare solo in parte le particelle più sottili che sono tra le più dannose per la salute». Ma chi sostiene la centrale dice che la stessa promuove sviluppo? «Si cerca di far passare l'idea di sviluppo, in realtà si tarpano le ali all'unica forma di sviluppo sostenibile di un territorio fisicamente e tradizionalmente a forte vocazione agrituristica (piccola agricoltura, artigianato); prevale la logica dello sviluppo selvaggio già sperimentato negativamente in passato: prima si fa la centrale, poi ci si preoccupa in concreto dell'approvvigionamento della biomassa; prima si sconvolge la nostra nicchia ecologica poi si penserà a rimediare ai danni provocati, sperando che non siano irreversibili; prima si intossicano i suoi abitanti e poi fra 20 anni, per i pochi sopravvissuti, forse si crea sviluppo». Cosa dobbiamo fare? «Se teniamo a salvaguardare il nostro ambiente e la nostra salute dobbiamo ostacolare con tutte le forze quest'iniziativa (ed in ogni caso pretendere analisi più approfondite degli impatti intesi in senso lato), che salvo rare eccezioni pare abbia destato scarso interesse e considerazione da parte della gente interessata. In definitiva pretendiamo che non ci impongano dall'alto una maniera ormai dimostratasi superata di sviluppo e diamo forza alle iniziative volte a contrastare e ridimensionare questa mastodontica centrale a biomasse». GAZZETTADELSUD Santino Pascuzzi da: http://www.lameziaclick.com/notizie/lamezia-e-dintorni/soveria-mannelli-lo-sviluppo-si-crea-con-lagricoltura-non-costruendo-centrali-a-biomasse.html
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inserito:: Lunedì, 23/08/2010 - 14:35:57
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Aperta da Agorà - Ultimo messaggio da Agorà
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Alle Organizzazioni professionali agricole della Calabria Confederazione Italiana Agricoltori Via Indipendenza, 42 88100 Catanzaro tel. 0961 743592 - fax 0961 746219 calabria@cia.itFederazione Regionale Coldiretti Calabria Via Gabriele Barrio, 35 88100 Catanzaro tel. 0961 773938 - fax 0961 777205 calabria@coldiretti.it Confagricoltura Calabria Via G. Pinna, 30 88046 Lamezia Terme CZ tel. 0968 51619 – fax 0968 51383 fedcalab@confagricoltura.itCopagri Calabria Via Umberto Boccioni, 5 88046 Lamezia Terme CZ tel. 0968 51842 - fax: 0968 419221 copagri@copagricalabria.it Oggetto: Lettera aperta alle Organizzazioni Agricole calabresi sulla questione dell’esclusione dal territorio dell’ IGP “Patata della Sila” dei Comuni di Bianchi e Panettieri – Richiesta di presa di posizione sulle conseguenze derivanti dall’eventuale autorizzazione alla costruzione ed all'esercizio di una centrale a biomasse da 14 MW/e da realizzare nel Comune di Panettieri (CS). Premesso: CHE come è noto, dal 10 agosto è operativa, ufficialmente iscritta nel registro europeo delle IGP, l’Indicazione Geografica Protetta “Patata della Sila”; infatti, sono ormai trascorsi i sei mesi, previsti dalla normativa comunitaria, dalla pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea della domanda di registrazione dell’IGP (pubblicata sulla GUCE, serie C 33/10, del 10 febbraio 2010), a seguito del procedimento di esame e di accoglimento della domanda da parte della Commissione europea. CHE la patata della Sila, contraddistinta ed apprezzata per le ottime qualità culinarie, percepita come prodotto di qualità, rinomata nei mercati delle regioni vicine, caratterizzata, appunto, da un sapore tipico più spiccato rispetto alle patate delle altre zone di produzione, è un prodotto calabrese che si è conquistato un posto di tutto rispetto all'interno del panorama gastronomico nazionale. Un prodotto a forte caratterizzazione territoriale per il quale il riconoscimento da parte dell'Unione Europea del marchio IGP, produrrà l'effetto di indirizzare i consumatori verso l'acquisto di questo prodotto tipico che, appunto grazie a questa importante attribuzione del marchio di origine, viene ad essere fortemente valorizzato. “Si tratta di una garanzia di eccellenza per i consumatori; per i produttori, è l'occasione per tutelare le loro tradizioni produttive". CHE tale attribuzione ne riconosce l’unicità e l’inimitabilità, frutto dell’unione tra le particolarità del territorio di origine e il sapere dei produttori, tramandato di generazione in generazione. CHE così si sostiene e si incoraggia il mantenimento di queste tradizioni ed è grazie, infatti, a questi sistemi di riconoscimento che il consumatore può riconoscere e scegliere la qualità e l’autenticità dei prodotti. CHE il riconoscimento comunitario costituisce una valida garanzia per il consumatore, che sa così di acquistare un alimento di qualità. Difatti, chi produce IGP deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, garantito da uno specifico organismo di controllo. CHE la coltivazione della patata ha rappresentato da molto tempo un’importante fonte economica per gli agricoltori dell’altopiano silano e delle Presile; è stata una fondamentale fonte di reddito per gli operatori locali che, impegnati nel processo produttivo stesso, garantiscono la presenza, l’insediamento stabile nelle zone interne della Calabria, soggette, invece e sempre di più, ad una fortissima tendenza all’abbandono ed allo spopolamento. CHE è evidente, quindi, che il riconoscimento produrrà notevoli vantaggi agli agricoltori dei comuni ricompresi nel territorio della IGP. CHE l’elenco dei comuni è stato pubblicato nella citata GUCE del 10 febbraio 2010, rappresentandoli su una cartina, si nota un’area vasta, che va dal comune di Acri a nord, al comune di Serrastretta a sud, dal comune di Martirano Lombardo ad ovest, al comune di San Giovanni in Fiore ad est, salta però, subito all’occhio un inspiegabile “buco” al centro dell’area IGP, infatti, mancano due comuni, vocati come gli altri, alla coltivazione di questo importante prodotto tipico, si tratta di Bianchi e Panettieri, entrambi nella provincia di Cosenza. CHE per quanto detto è evidente il danno agli agricoltori dei due comuni, derivante dal mancato inserimento nell’area dell’Indicazione Geografica Protetta, pertanto, Si chiede alle Organizzazioni del mondo agricolo calabrese, di pronunciarsi ed adoperarsi affinché sia portato riparo a tale inspiegabile situazione. Premesso, inoltre che: Tale circostanza è stata rilevata dal Comitato per il No alla centrale a biomasse di Panettieri, dal Forum del Reventino e dal Forum Ambientalista, nel momento in cui si è esaminato il Piano Provinciale di Coordinamento Territoriale della Provincia di Cosenza che, nel “Progetto di Piano - Indirizzi per l'attuazione del Piano e la redazione dei PSC e PSA”,a pag. 17, esclude la realizzazione di centrali a biomasse, fra l'altro, nelle aree interessate da attività agricole di pregio, come, appunto, quella dell’ l'IGP "patata della Sila" Con la realizzazione dell’impianto di Panettieri, si vorrebbe imporre al comprensorio montano un modello di sviluppo degradante ed avulso dal territorio che ne ipoteca fortemente il futuro, incidendo, in particolare, sulle produzione agricole di pregio. Tali impianti emettono particolato fine e ultrafine, il particolato è l’elemento più pericoloso per la salute dell’uomo: le polveri sottili, (cosiddette “pm10”), attaccano la parte alta dell’apparato respiratorio, mentre le micro e nano polveri arrivano direttamente in fondo ai polmoni e da qui nel sangue e per suo tramite a tutti gli organi. Vi sono poi, le diossine, anch’esse prodotte dalla combustione delle biomasse, classificate dallo IARC – Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) come cancerogene di prima classe. Altro problema è dato dalla tossicità delle ceneri prodotte dalla combustione, che contengono vari elementi, alcuni dei quali svolgono azione neurotossica, mentre altri sono cancerogeni. Peraltro, non esistono filtri in grado di intercettare tutte le sostanze che vengono emesse da questi impianti, per cui la centrale proposta non potrebbe dotarsi di adeguati filtri in grado di fermare TUTTI gli inquinanti. E’ evidente, a questo punto, il danno all’agricoltura di qualità, come la IGP “patata della Sila”, ma non solo, che deriva dalla presenza di un impianto di tali dimensioni per le emissioni inquinanti che comprometteranno inevitabilmente la qualità e la commerciabilità dei prodotti agricoli e dell’allevamento, vanificando lo sforzo di tanti operatori che hanno puntato sulla peculiarità dei loro prodotti. Il comprensorio è noto, inoltre, per le diverse attività di produzione lattiero casearia, e come è risaputo, le diossine sono liposolubili, per cui comprometteranno, inevitabilmente, la qualità di tali prodotti che allo stato vengono preparati in una zona caratterizzata dall’ambiente salubre ed incontaminato. Nel comprensorio esistono, oltre a ciò, fiorenti attività, di raccolta e lavorazione di prodotti del bosco e sottobosco, che se ricompresi in una zona degradata dall’impatto dell’impianto proposto, perderebbero immediatamente in qualità e appeal commerciale, con evidenti gravi ricadute economiche ed occupazionali. Allo stesso modo, nessuna appetibilità avrebbero gli agriturismi del territorio. Insomma, le conseguenze occupazionali nel modo agricolo sarebbero irreparabili, pertanto, Si chiede, pertanto: alle predette Organizzazioni, di pronunciarsi ed attivarsi contro la realizzazione dell’impianto in oggetto presso tutte le sedi competenti e le Istituzioni preposte ad intervenire sul processo autorizzativo, informando dettagliatamente e coinvolgendo i produttori agricoli delle zone interessate ed organizzando la loro mobilitazione. Comitato per il No alla centrale a biomasse di Panettieri Forum del Reventino Forum Ambientalista – associazione riconosciuta dal Ministero per l’Ambiente
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inserito:: Lunedì, 23/08/2010 - 14:33:47
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Aperta da Agorà - Ultimo messaggio da Agorà
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Ritenuto:
• che la proposta del Comune di Panettieri e della Soc. Bioenergia Investimenti grava sull’intero comprensorio montano del Reventino e della Presila, senza, peraltro, alcuna forma di informazione e consultazione istituzionale, nonostante si tratti di una scelta molto rilevante, per le ricadute sulla salute degli abitanti, che può essere gravemente compromessa dall’attività della centrale termoelettrica a biomasse, per il modello di sviluppo, avulso dal territorio, che viene imposto e che ipoteca fortemente il futuro dei nostri Comuni montani;
• che il prospettato incremento occupazionale si risolverà nel suo contrario, sia per il numero di addetti ridotto necessario per il funzionamento di questo tipo di impianti, sia per le ricadute negative su altre attività economiche, quali quelle latto-casearie storiche della nostra economia, imbottigliamento dell’acqua, allevamento di ovini e suini, industrie per la trasformazione dei prodotti e la preparazione quali, agriturismi, ristoranti, pizzerie, pasticcerie, presenti sul territorio, che fanno della salubrità del nostro territorio motivo di vanto e di attrattiva per consumatori e visitatori;
• che è evidente il danno all’agricoltura di qualità che deriva dalla presenza di un impianto di tali dimensioni, a causa delle emissioni inquinanti che comprometteranno inevitabilmente la qualità e la commerciabilità dei prodotti agricoli e dell’allevamento, vanificando lo sforzo di tanti operatori che hanno puntato sulla peculiarità dei nostri prodotti. Da questo punto di vista, è da evidenziare il recente successo della domanda di registrazione dell’IGP – Indicazione Geografica Tipica “Patata della Sila”, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'unione Europea, del 10 febbraio 2010, a seguito dell’esame della domanda da Parte della Commissione per stabilire se giustificata e se soddisfa le condizioni previste dal Regolamento comunitario, IGP che vede il Comune di Carlopoli, così come gli altri paesi del comprensorio ricompresi nella zona geografica tipica;
Che il danno è in ogni caso portato alla qualità della vita degli abitanti, che perderebbero uno dei motivi fondamentali per restare ad abitare nelle zone interne: un comprensorio con risorse naturalistiche, peraltro ancora da meglio utilizzare, e paesaggistiche invidiabili, salubrità dell’aria e qualità di ciò che qui si produce. Tali risorse verranno ad essere fortemente compromesse dal disboscamento necessario per alimentare l’impianto proposto dalla Bioenergia Investimenti S.p.A. (130.000 tonnellate annue dichiarate). Il sovrasfruttamento delle risorse forestali del territorio, può evidentemente provocare fenomeni di dissesto idrogeologico, frane, dissesti, con ulteriori danni a cose, persone, viabilità ecc.;
Che sul punto dell’approvvigionamento di combustibile, è da sottolineare che proprio un Documento complesso come il Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, elaborato dalla Regione Calabria, (Allegato 2 “La Filiera bosco legna in Calabria”), è allarmante sul versante della sostenibilità di impianti di produzione di energia elettrica da fonte biomassa, Si legge infatti sul PSR: “…In regione Calabria sono stati realizzati in 4 siti diversi 5 impianti di produzione di EE con biomasse forestali e agricole. La potenzialità di assorbimento di tali impianti è di 2.25 M ton, un volume ben superiore alle attuali condizioni dell’offerta regionale…”;
Che l’ “Analisi delle potenzialità di approvvigionamento delle biomassa legnosa”, allegata al progetto dell’impianto di Panettieri, è stata giudicata da esperti molto lacunosa per errori e sovrastime della disponibilità di biomasse, non valutante la concorrenza di altri usi della Biomassa traibile dai boschi (legna da ardere, da opera, ecc.) e degli altri impianti esistenti, oltre che omissiva della citazione del Programma di Sviluppo Rurale - Calabria 2007/2013, nella parte in cui si afferma che in Calabria non sono disponibili biomasse per alimentare le Centrali già esistenti;
Che le centrali a biomassa in quanto centrali a basso impatto sono delle piccole centrali che servono a rifornire di elettricità la comunità locale dove ci siano due elementi sostanziali: la difficoltà a portare energia elettrica e la disponibilità delle biomasse. Le centrali a biomassa sono ecologiche nella misura in cui non contribuiscono all’incremento della CO2 e dell’effetto serra, per non avere impatto devono essere a produzione limitata, territoriale. Si calcola mediamente 0,5 mwe perché il raggio di reperimento deve essere immediatamente circostante alla centrale;
Che la centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri, al contrario, risulterebbe essere molto più grande di quello che dovrebbe essere realmente una centrale a biomassa per non avere impatto a livello di CO2;
Che una recentissima ricerca di Stefano Montanari e Antonietta Gatti, esperti mondiali di Nanopatologie, ha rilevato che all’interno del Parco Nazionale della Sila c’è l’aria più pulita di tutta l’Europa;
Che questo Comune con delibera n. 6 di C.C. ha riconosciuto l’acqua COME BENE COMUNE e che questo impianto proposto da Bioenergia Investimenti s.p.a si avvale della collaborazione di Veolia, la più grande multinazionale dell’acqua al mondo, comportando per codesto ente ulteriori preoccupazioni;
Che, alla luce di tutto quanto sopra, sono evidenti le conseguenze negative sulla salute, che questa Amministrazione non può essere tacciata di “terrorismo ambientare” e allarmismo, in quanto nessuna smentita è stata fatta per quanto riguarda il solo ambito della salute. Sono evidenti infatti l’impatto e la ricaduta dell’iniziativa avviata nel Comune di Panettieri sull’intero comprensorio montano del Reventino e della Presila, e che il Consiglio Comunale di Carlopoli intende farsi interprete della diffusa preoccupazione della cittadinanza anche attraverso la sollecitazione di una presa di posizione da parte delle altre Amministrazioni interessate;
Uditi gli interventi del pubblico presente in aula; udito l’intervento dell’Assessore Sacco Maria Antonietta; udito l’intervento del capogruppo di minoranza, il consigliere Mussari Caterina, la quale legge la dichiarazione del neo consigliere Piccoli Salvatore, assente per motivi personali, che dichiara di aver preso parte alle discussioni ed agli incontri dell’Amministrazione Comunale ed è concorde con quanto stabilito nella delibera.
Con voti unanimi favorevoli, espressi per alzata di mano da 11 consiglieri presenti e votanti
DELIBERA
La premessa costituisce parte integrante e sostanziale del presente deliberato, e per l’effetto:
- Di esprimere in relazione a quanto sopra sostenuto, contrarietà alla realizzazione della Centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri, e ciò a tutela della salute dei cittadini del Comune di Carlopoli, delle attività economiche legate al territorio, che risulterebbero danneggiate dalla messa in esercizio dell’impianto, dell’indotto occupazionale da quest’ultime generato, delle risorse naturalistiche e più in generale dell’ambiente naturale.
- Di fermamente invitare la Regione Calabria ad arrestare il procedimento autorizzativo della Centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri, in modo che si possa effettuare una più approfondita valutazione delle ricadute negative economiche e sulla salute del comprensorio territorialmente interessato, e di chiedere, subordinatamente e ad ogni buon fine, che vengano avviate le più opportune procedure per garantire l’effettivo coinvolgimento di tutte le Amministrazioni interessate.
Di invitare i Comuni, le Comunità Montane interessate , la Provincia di Catanzaro, i G.A.L., a deliberare prendendo posizione in merito alla Centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri, chiedendo alla Regione Calabria di essere invitati a partecipare a pieno titolo alle convocande conferenze dei servizi previste nell’ambito del procedimento autorizzatorio.
Di invitare il Comune di Panettieri a riprendere quel processo di sviluppo, che prima di noi ha intrapreso, che ha delineato modelli di sviluppo sostenibile, innovativo, di successo.
- Di portare a conoscenza di tutta la popolazione che questo Comune ha avviato un processo di sviluppo, che è alternativo alle fallimentari industrie, di cui esempio concreto sono le strutture abbandonate e mai avviate site nell’area PIP del Comune di Carlopoli. Uno sviluppo che tenga conto delle esigente endogene al territorio, che abbia un’identità forte e condivisa, che sia duraturo e fondato sulle ricchezze del nostro paese che vanno valorizzate e protette da chi specula sulle nostre difficoltà e da chi dall’alto, perseguendo il mero profitto propone soluzioni che non considerano il nostro territorio. L’Amministrazione di Carlopoli da tre anni è impegnata nell’individuazione di percorso di sviluppo sostenibile, che si fonda sulla valorizzazione dell’esistente. In questi giorni si è concretizzata quella che fino a poco tempo fa era solo un’idea, siamo in grado quindi di proporre un’alternativa di crescita e all’ambiente;
-di manifestare apprezzamento per tutti i nostri concittadini liberi e propositivi che si sono confrontati con noi nella definizione di questa posizione partecipata e condivisa e che ciò rappresenti il modus operandi di una Comunità che si muove insieme e con consapevolezza;
- Di essere consapevoli che gli stessi dubbi sono condivisi da altre amministrazioni limitrofe;
- Di manifestare apprezzamento per Il “Comitato NO alla centrale a biomasse di Panettieri per l’impegno profuso pacifico e democratico, che ha consentito una informazione puntuale su tutti i rischi che tali impianti comportano consentendo ai cittadini di essere informati ed alle amministrazioni di prendere in merito delle posizioni chiare e consapevoli;
- di manifestare apprezzamento per il forum del Reventino che si è consolidato nel tempo come realtà che si interessa di tematiche sociali attraverso iniziative culturali pacifiche e democratiche;
-di manifestare apprezzamento per il forum Ambientalista, realtà che abbiamo conosciuto da poco, ma che opera con impegno e tenace al fine di promuovere uno sviluppo sostenibile dell’intera Regione Calabria; - di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, stante l’urgenza, con separata ed unanime votazione, ai sensi dell’art. 134 – comma 4 – del dlgs 267/2000.
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inserito:: Lunedì, 23/08/2010 - 14:32:50
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Aperta da Agorà - Ultimo messaggio da Agorà
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COMUNE DI CARLOPOLI (CZ) Verbale di Deliberazione del Consiglio Comunale
Alle ore 11,15 entra in aula il Consigliere Comunale Piccoli Carlo.
La delibera che viene proposta all’odierno esame del Consiglio Comunale, relativa al progetto “PROGETTO CENTRALE A BIOMASSE DEL COMUNE DI PANETTIERI” è dovuta alla presa di coscienza delle problematiche che la nostra amministrazione e i nostri cittadini hanno manifestato nei confronti di questo progetto. Premesso Che questa Amministrazione ha sempre collaborato in modo proficuo con la contigua Amministrazione di Panettieri in numerosissime occasioni:
Partecipazione al Bando Pubblico per “ progetti integrati per la riqualificazione, recupero e valorizzazione dei Centri Storici della Calabria” ATS “Marco Giulio Sillano”. Attraverso il quale sono stati finanziati per entrambi i Comuni due strutture, con una differente destinazione, con lo scopo di arricchire il nostro territorio in modo integrato, sostenibile e armonio con il nostro territorio;
Avviamento di nuovi corsi musicali ad indirizzo bandistico per i nostri ragazzi;
Partecipazione al Bando Pubblico per la misura 313 Asse III PSR Calabria, con due progetti individuali, ma connessi tra loro, entrambi ammessi a finanziamento per la creazione di percorsi naturalistici e didattici;
Partecipazione al Bando Pubblico POR Calabria FERS 2007 – 2013. Asse III, linea di intervento 3.3.2.1 “azioni per l’adeguamento del sistema impiantistico regionale dei rifiuti”, in maniera associata sia con il Comune di Soveria Mannelli che con Il Comune di Carlopoli, adottando il sistema di monitoraggio innovativo che in primis ha adottato il Comune di Carlopoli e deliberando in Consiglio Comunale che tutti e tre i Comuni coinvolti si sarebbero impegnati a collaborare;
CHE nonostante la lettera prevenuta a questo Ente in data 9/8/2010 dalla vicina Amministrazione di Panettieri in cui si dichiarava di non voler più mantenere rapporti con l’attuale Amministrazione di Carlopoli, noi continueremo a porci in modo propositivo grazie allo spirito pacifico che ci contraddistingue e al grande rispetto che si deve avere per tutte le Istituzioni.
TENUTO CONTO:
Che Codesta amministrazione ritiene prioritario e fondamentale coinvolgere la propria popolazione nelle decisioni amministrative più importanti, dando il maggior numero di informazioni oggettive nell’ottica della trasparenza; Che codesta amministrazione vuole porsi come presidio di democrazia, libertà e partecipazione e che ritiene fondamentale concedere gli spazi di discussione pacifica al fine di contribuire in modo decisivo alla crescita culturale del proprio comune; Che in tutta la storia di Carlopoli, in modi assai diversi, non è mai mancato il luogo del confronto e del dialogo.
Che, per quanto sopra affermato, la decisione di non autorizzare il dibattito pubblico organizzato dal Comitato DEL NO ALLA CENTRALE A BIOMASSA DI PANETTIERI sia stata sbagliata, lesiva dei basilari principi di democrazia e che vada proprio contro qualsiasi forma di dialogo e di confronto costruttivo,
Che la Costituzione della Repubblica Italiana all'articolo 21 recita: «Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.», per cui è incomprensibile, per i nostri ideali e i nostri principi, la reazione da parte dell’amministrazione di Panettieri nei confronti di chi sostiene e persegue idee diverse dalla propria;
Che la nostra contrarietà a questo progetto scaturisce principalmente da una valutazione attenta delle conseguenze che questi grossi impianti hanno sulla salute, in quanto fonte di emissioni di particolato, in specie micro e nano particolato, di diossina prodotta dai processi combustione originati nella centrale, che metterebbe a serio rischio la salute e gli abitanti di questo comprensorio e conseguentemente primi tra tutti gli abitanti Carlopoli. Tenendo conto soprattutto delle numerose ricerche e studi in materia e delle dichiarazioni che non possono essere considerate banali opinioni ad opera di illustri Medici che da anni sono impegnati in queste ricerche, tra cui il Prof. Ferdinando Laghi, primario internista presso l’ospedale di Castrovillari, consulente tecnico d’ufficio presso diversi Tribunali, responsabile regionale dell’isde Italia – medici per l’ambiente (associazione scientifica e non ambientalista, che si occupa dei problemi della salute derivanti dalle alterazioni dell’ambiente), e professionista di indubbie scienza e disponibilita’ con il quale questa amministrazione ha voluto ed ottenuto il chiarimento degli aspetti essenziali in merito a questo progetto facilitandone in tal modo la presa di posizione consapevole di codesta amministrazione.
CONSIDERATO:
• che è comprovato da organismi internazionali quali l’O.M.S. e l’O.N.U. che il particolato è l’elemento più pericoloso per quanto riguarda la salute dell’uomo, laddove le polveri sottili, cosiddette “pm10”, attaccano la parte alta dell’apparato respiratorio, mentre le micro e nano polveri arrivano direttamente in fondo ai polmoni, da qui nel sangue e per suo tramite a tutti gli organi;
• che la letteratura scientifica ha evidenziato che queste particelle non sono biocompatibili, non sono riconosciute come proprie dall’organismo, non sono biodegradabili, che l’organismo non riesce ad eliminarle e che suscitano negli organi interessati infiammazione e nel tempo anche degenerazione tumorale;
• che pertanto l’incremento nell’aria della concentrazione di queste particelle è suscettibile di determinare un aumento di mortalità per varie cause, che è indirettamente correlato con la grandezza della particella: maggiore è la rappresentazione delle particelle più piccole, maggiore è l’aumento della mortalità per varie cause;
• che i tumori non sono l’unica conseguenza possibile di questa forma di inquinamento, anzi Vi è purtroppo un ventaglio di malattie respiratorie molto numeroso: malattie allergiche, Asma bronchiale, bronchiti acute e croniche, enfisema polmonare, tumori polmonari e di Tutto l’apparato respiratorio;
• che in ordine alle diossine, anch’esse prodotte dalla combustione delle biomasse, lo IARC – Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che sono sostanze cancerogene di prima classe;
• che tale dato è stato confermato con certezza scientifica non discutibile dall’agenzia per il Cancro di Lione;
• che, per dare il senso della pericolosità di queste sostanze è bene far riferimento a quanto stabilito dall’OMS, che, nel 1991, fissava la dose giornaliera tollerabile di diossine a 10 Pg/kg peso: nel 2001 la dose giornaliera tollerabile è scesa a 2 pg/kg peso. La scienza quindi in pochi anni ha drasticamente abbassato la dose tollerabile segnalando e marcando quindi con una forza maggiore la pericolosità di tali sostanze.
Considerato altresì:
• che un altro problema è dato dalla tossicità delle ceneri prodotte dalla combustione, che contengono vari elementi, alcuni dei quali svolgono azione neurotossica, mentre altri sono cancerogeni;
• che è stato inoltre sottolineato come non esistono filtri in grado di intercettare tutte sostanze che vengono emesse da questi impianti, per cui non può essere sostenuto che la Centrale in argomento, dotata di adeguati filtri in grado di fermare gli inquinanti, possono rappresentare un rischio minore ed accettabile o nessun rischio.
• che, con riferimento ai cosiddetti “parametri di legge” e quindi ai limiti stabiliti dalle fonti Normative, è stato chiarito come questi rappresentino, di fatto, un ragionevole compromesso fra le esigenze di sviluppo economico, gli interessi dei privati ed il benessere collettivo che è quello della salute. Tuttavia, questi, essendo calcolati sull’adulto in buona salute, non tengono conto della diversa suscettibilità di bambini ed anziani fragili. A ciò si aggiunga che i limiti vengono calcolati per le singole fonti inquinanti. Per cui ciò che deve far riflettere non è tanto l’incidenza singola della fonte inquinante ma la sinergia di tutte le fonti. In sinergia sia pur se singolarmente nei limiti di legge, tali fonti sono comunque pericolose.
• che un aspetto particolare è collegato alle conseguenze epigenetiche dell’immissione di Particolato nell’atmosfera, difatti sono scientificamente dimostrati meccanismi di alterazione della coagulazione del sangue e così l’incremento del rischio di trombosi, infarti ed ictus. Recenti studi sui meccanismi di regolazione epigenetica del DNA, quindi di quei meccanismi che modulano l’espressione genica, senza intaccare la sequenza del DNA stesso, dimostrano che respirare aria inquinata può determinare la riprogrammazione della funzione dei geni, anche soltanto dopo sette giorni di esposizione, caratterizzati da livelli di inquinamento sopra la soglia.
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inserito:: Lunedì, 23/08/2010 - 14:24:26
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Considerato altresì: · che sul punto dell’approvvigionamento di combustibile, è da sottolineare che proprio un documento complesso come il Programma di Sviluppo Rurale 2007/2013, elaborato dalla Regione Calabria, (Allegato 2 “La Filiera bosco legna in Calabria”), è allarmante sul versante della sostenibilità di impianti di produzione di energia elettrica da fonte biomassa, si legge infatti sul PSR: “…In regione Calabria sono stati realizzati in 4 siti diversi 5 impianti di produzione di EE con biomasse forestali e agricole. La potenzialità di assorbimento di tali impianti è di 2.25 M ton, un volume ben superiore alle attuali condizioni dell’offerta regionale…”; · che l’ “Analisi delle potenzialità di approvvigionamento delle biomassa legnosa”, allegata al progetto dell’impianto di Panettieri, è stata giudicata da esperti molto lacunosa per errori e sovrastime della disponibilità di biomasse, non valutante la concorrenza di altri usi della biomassa traibile dai boschi (legna da ardere, da opera, ecc.) e degli altri impianti esistenti, oltre che omissiva della citazione del Programma di Sviluppo Rurale - Calabria 2007/2013, nella parte in cui si afferma che in Calabria non sono disponibili biomasse per alimentare le centrali già esistenti; · che un’altra criticità è data dal traffico dei pesanti mezzi necessari a trasportare il combustibile al sito di Panettieri, (migliaia di Tir all’anno), con conseguente ulteriore inquinamento, congestione e pericolosità del traffico stradale, peraltro su tortuose strade di montagna; · che le centrali a biomassa in quanto centrali a basso impatto sono delle piccole centrali che servono a rifornire di elettricità la comunità locale dove ci siano due elementi sostanziali: la difficoltà a portare energia elettrica e la disponibilità delle biomasse. Le centrali a biomassa sono ecologiche nella misura in cui non contribuiscono all’incremento della CO2 e dell’effetto serra, per non avere impatto devono essere a produzione limitata, territoriale. Si calcola mediamente 0,5 MWe perché il raggio di reperimento deve essere immediatamente circostante alla centrale; · che la centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri, al contrario, risulterebbe essere circa 22 volte più grande di quello che dovrebbe essere realmente una centrale a biomassa che non abbia impatto a livello di CO2; · che la produzione di energia dalle biomasse, anche in considerazione del sovradimensionamento dell’impianto proposto nel Comune di Panettieri, richiederebbe il conferimento di significative quantità di materiale di alimentazione spesso proveniente da grandissime distanze e che sarebbe soltanto la politica di incentivazioni pubbliche a consentire la redditività dei relativi impianti; · che nella logica di massimizzazione dei guadagni e nella difficoltà di reperimento di biomassa combustibile, un siffatto impianto, per le sue caratteristiche, ben potrebbe essere impiegato come INCERENITORE e quindi consumare combustibile derivante da rifiuti (CRD); · che una centrale da circa 130.000 tonnellate annue dichiarate di Biomassa implicherebbe l’utilizzo di almeno 200.000 metri cubi all’anno di acqua corrispondenti al fabbisogno di circa 4.000 persone; · che, alla luce di tutto quanto sopra, sono evidenti l’impatto e la ricaduta dell’iniziativa avviata nel Comune di Panettieri sull’intero comprensorio montano del Reventino e della Presila, e che il Consiglio Comunale di Soveria Mannelli intende farsi interprete della diffusa preoccupazione della cittadinanza anche attraverso la sollecitazione di una presa di posizione da parte delle altre Amministrazioni interessate; Tutto ciò premesso; Con voti favorevoli unanimi;
D E L I B E R A
- Di esprimere forte e consapevole preoccupazione e totale dissenso, interpretando anche il sentimento della popolazione, alla realizzazione della Centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri, e ciò a tutela della salute dei cittadini del Comune di Soveria Mannelli, delle attività economiche legate al territorio, che risulterebbero danneggiate dalla messa in esercizio dell’impianto, dell’indotto occupazionale da quest’ultime generato, delle risorse naturalistiche e più in generale dell’ambiente naturale. - Di fermamente invitare la Regione Calabria ad arrestare il procedimento autorizzatorio della Centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri,in modo che si possa effettuare una più approfondita valutazione delle ricadute negative economiche e sulla salute del comprensorio territorialmente interessato, e di chiedere, subordinatamente e ad ogni buon fine, che vengano avviate le più opportune procedure per garantire l’effettivo coinvolgimento di tutte le Amministrazioni interessate. - Di invitare i Comuni, le Comunità Montane interessate , la Provincia di Catanzaro, i G.A.L., a deliberare prendendo posizione in merito alla Centrale a biomasse proposta nel Comune di Panettieri, chiedendo alla Regione Calabria di essere invitati a partecipare a pieno titolo alle convocande conferenze dei servizi previste nell’ambito del procedimento autorizzatorio. - Di invitare il Comune di Panettieri a valutare altre forme di investimento sulle energie rinnovabili, quale quella sul Fotovoltaico, considerando che il Comune di Panettieri gode di posizione ed altitudine s.l.m. ottimali per lo sviluppo di tali fonti energetiche, e che esse hanno un impatto molto piu’ sostenibile sull’ambiente, sulla salute umana e quindi sulle generazioni future, beni superiori che in Calabria possono e debbono diventare la vera unica risorsa per il rilancio dell’ economia (turismo sanitario, prodotti alimentari tipici e di qualità). - Di offrire al Comune di Panettieri la disponibilità e la collaborazione del Comune di Soveria Mannelli nel perseguimento di politiche energetiche alternative e segnatamente degli impianti fotovoltaici. - Di dichiarare la presente deliberazione immediatamente eseguibile, stante l’urgenza, con separata ed unanime votazione, ai sensi dell’art. 134 – comma 4 – del DLgs 267/2000.
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inserito:: Lunedì, 23/08/2010 - 14:22:24
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Aperta da Agorà - Ultimo messaggio da Agorà
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COMUNE DI SOVERIA MANNELLI Provincia di Catanzaro DELIBERA PRELEVATA DAL SITO INTERNET http://atti.soveria.itVERBALE DI DELIBERAZIONE DEL CONSIGLIO COMUNALE N° 21 del 10/07/2010 OGGETTO : PROGETTO CENTRALE A BIOMASSE DEL COMUNE DI PANETTIERI DETERMINAZIONI In ordine all’argomento posto all’OdG, relaziona il Presidente, il quale comunica quanto segue: “Doverosamente occorre premettere che questa Amministrazione non è pregiudizialmente contraria alle centrali a biomassa e che anzi considera le centrali a bio massa di ridotta potenza (mediamente 0,5 Mwe) sostenibili, poiché possono utilizzare le biomasse effettivamente disponibili del territorio Inoltre va premesso che i rapporti con l’Amministrazione comunale di Panettieri, con la quale il comune di Soveria Mannelli intrattiene rapporti di collaborazione, in particolare sulla raccolta differenziata dei rifiuti urbani, debbano essere di fattiva collaborazione , di buon vicinato e tali continuare ad essere, dal momento che la congiuntura politica è tale che molti problemi, annuali ed annosi, o anche economicamente impegnativi per le magre risorse municipali, possono esser affrontati e risolti solo operando insieme. La delibera che viene proposta all’odierno esame del Consiglio, è stata redatta sulla scorta delle risultanze emerse in seno alla Conferenza dei Capigruppo consiliari, allargata a tutti i Consiglieri, alla quale è stato invitato come esperto esterno il Prof. Ferdinando Laghi, primario internista presso l’ospedale di Castrovillari, consulente tecnico d’ufficio presso diversi Tribunali, responsabile regionale dell’ISDE Italia – medici per l’ambiente (associazione scientifica e non ambientalista, che si occupa dei problemi della salute derivanti dalle alterazioni dell’ambiente), e studioso dei rischi per la salute derivanti da prodotti della combustione di origine antropica. La Conferenza dei Capigruppo è stata convocata, sulla tematica e sulle problematiche – anche negative - derivanti dalla centrale a biomasse che il Comune di Panettieri intenderebbe costruire sul proprio territorio. In seno alla conferenza, dopo una puntuale ed approfondita relazione, che ha posto l’accento esclusivamente su dati, evidenze e letteratura medico-scientifica, identificando elementi di particolare interesse e criticità e di grave rischio per la salute dei cittadini, ha preso corpo un dialogo serrato tra i Consiglieri presenti ed il professore, diretto all’approfondimento della tematica. In esito all’incontro è emerso, sulla scorta dell’evidenza ed obiettività scientifica, che la produzione di particolato, in specie micro e nano particolatato, e diossina prodotta dai processi di combustione originati nella centrale, metterebbe a serio rischio la salute degli abitanti di questo comprensorio e conseguentemente anche gli abitanti nel Comune di Soveria Mannelli. L’attenzione si è posta sugli elementi di maggiore pericolosità.” Al termine della relazione introduttiva e degli interventi ad essa seguiti; IL CONSIGLIO COMUNALE Considerato: · che è comprovato da organismi internazionali quali l’O.M.S. e l’O.N.U. che il particolato è l’elemento più pericoloso per quanto riguarda la salute dell’uomo, laddove le polveri sottili, cosiddette “pm10”, attaccano la parte alta dell’apparato respiratorio, mentre le micro e nano polveri arrivano direttamente in fondo ai polmoni, da qui nel sangue e per suo tramite a tutti gli organi; · che la letteratura scientifica ha evidenziato che queste particelle non sono biocompatibili, non sono riconosciute come proprie dall’organismo, non sono biodegradabili, che l’organismo non riesce ad eliminarle e che suscitano negli organi interessati infiammazione e nel tempo anche degenerazione tumorale; · che pertanto l’incremento nella aria della concentrazione di queste particelle è suscettibile di determinare un aumento di mortalità per varie cause, che è indirettamente correlato con la grandezza della particella: maggiore è la rappresentazione delle particelle più piccole, maggiore è l’aumento della mortalità per varie cause; · che i tumori non sono l’unica conseguenza possibile di questa forma di inquinamento, anzi vi è purtroppo un ventaglio di malattie respiratorie molto numeroso: malattie allergiche, asma bronchiale, bronchiti acute e croniche, enfisema polmonare, tumori polmonari e di tutto l’apparato respiratorio; Considerato: · che in ordine alle diossine, anch’esse prodotte dalla combustione delle biomasse, lo IARC – Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha stabilito che sono sostanze cancerogene di prima classe; · che tale dato è stato confermato con certezza scientifica non discutibile dall’agenzia per il cancro di Lione; · che, per dare il senso della pericolosità di queste sostanze è bene far riferimento a quanto stabilito dall’OMS, che, nel 1991, fissava la dose giornaliera tollerabile di diossine a 10 pg/kg peso: nel 2001 la dose giornaliera tollerabile è scesa a 2 pg/kg peso. La scienza quindi in pochi anni ha drasticamente abbassato la dose tollerabile segnalando e marcando quindi con una forza maggiore la pericolosità di tali sostanze. Considerato altresì: · che un altro problema è dato dalla tossicità delle ceneri prodotte dalla combustione, che contengono vari elementi, alcuni dei quali svolgono azione neurotossica, mentre altri sono cancerogeni; · che è stato inoltre sottolineato come non esistono filtri in grado di intercettare tutte le sostanze che vengono emesse da questi impianti, per cui non può essere sostenuto che la centrale in argomento, dotata di adeguati filtri in grado di fermare gli inquinanti, possa rappresentare un rischio minore ed accettabile o nessun rischio. · che, con riferimento ai cosiddetti “parametri di legge” e quindi ai limiti stabiliti dalle fonti normative, è stato chiarito come questi rappresentino, di fatto, un ragionevole compromesso fra le esigenze di sviluppo economico, gli interessi dei privati ed il benessere collettivo che è quello della salute. Tuttavia, questi, essendo calcolati sull’adulto in buona salute, non tengono conto della diversa suscettibilità di bambini ed anziani fragili. A ciò si aggiunga che i limiti vengono calcolati per le singole fonti inquinanti. Per cui ciò che deve far riflettere non è tanto l’incidenza singola della fonte inquinante ma la sinergia di tutte le fonti. In sinergia sia pur se singolarmente nei limiti di legge, tali fonti sono comunque pericolose. · che un aspetto particolare è collegato alle conseguenze epigenetiche dell’immissione di particolato nell’atmosfera, difatti sono scientificamente dimostrati meccanismi di alterazione della coagulazione del sangue e così l’incremento del rischio di trombosi, infarti ed ictus. Recenti studi sui meccanismi di regolazione epigenetica del DNA, quindi di quei meccanismi che modulano l’espressione genica, senza intaccare la sequenza del DNA stesso, dimostrano che respirare aria inquinata può determinare la riprogrammazione della funzione dei geni, anche soltanto dopo sette giorni di esposizione, caratterizzati da livelli di inquinamento sopra la soglia. Ritenuto: · che la proposta del Comune di Panettieri e della Soc. Bioenergia Investimenti grava sull’intero comprensorio montano del Reventino e della Presila, senza, peraltro, alcuna forma di informazione e consultazione istituzionale, nonostante si tratti di una scelta molto rilevante, per le ricadute sulla salute degli abitanti, che può essere gravemente compromessa dall’attività della centrale termoelettrica a biomasse, per il modello di sviluppo, avulso dal territorio, che viene imposto e che ipoteca fortemente il futuro dei nostri Comuni montani; · che il prospettato incremento occupazionale si risolverà nel suo contrario, sia per il numero di addetti ridotto necessario per il funzionamento di questo tipo di impianti, sia per le ricadute negative su altre attività economiche, quali industrie latto-casearie ed industrie di trasformazione dei prodotti della terra, che fanno della salubrità del nostro territorio motivo di vanto e di attrattiva per consumatori e visitatori; · che è evidente il danno all’agricoltura di qualità che deriva dalla presenza di un impianto di tali dimensioni, a causa delle emissioni inquinanti che comprometteranno inevitabilmente la qualità e la commerciabilità dei prodotti agricoli e dell’allevamento, vanificando lo sforzo di tanti operatori che hanno puntato sulla peculiarità dei nostri prodotti. Da questo punto di vista, è da evidenziare il recente successo della domanda di registrazione dell’IGP – Indicazione Geografica Tipica “Patata della Sila”, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell'Unione Europea, del 10 febbraio 2010, a seguito dell’esame della domanda da parte della Commissione per stabilire se giustificata e se soddisfa le condizioni previste dal Regolamento comunitario, IGP che vede il Comune di Soveria Mannelli, così come gli altri paesi del comprensorio ricompresi nella zona geografica tipica. Lo stesso dicasi per le attività, operanti nel nostro Comune, ma non solo nel nostro, di raccolta e lavorazione di prodotti del bosco e sottobosco, che se ricompresi in una zona degradata dall’impatto dell’impianto proposto, perderebbero immediatamente in qualità e appeal commerciale, con evidenti gravi ricadute economiche ed occupazionali; · che allo stesso modo, un decremento di appetibilità registrerebbero le attività ricettive presenti sul territorio, alcune delle quali particolarmente significative: alberghi, ristoranti, agriturismi bed & breakfast. In tale prospettiva si evidenzia l’ulteriore danno economico con l’ulteriore saldo occupazionale negativo; · che il danno è in ogni caso portato alla qualità della vita degli abitanti, che perderebbero uno dei motivi fondamentali per restare ad abitare nelle zone interne: un comprensorio con risorse naturalistiche, peraltro ancora da meglio utilizzare, e paesaggistiche invidiabili, salubrità dell’aria e qualità di ciò che qui si produce. Tali risorse verranno ad essere fortemente compromesse dal disboscamento necessario per alimentare l’impianto proposto dalla Bioenergia Investimenti S.p.A. (130.000 tonnellate annue dichiarate). Il sovrasfruttamento delle risorse forestali del territorio, può evidentemente provocare fenomeni di dissesto idrogeologico, frane, dissesti, con ulteriori danni a cose, persone, viabilità ecc.;
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inserito:: Sabato, 24/07/2010 - 13:50:09
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UN'EPIDEMIA DI CANCRO?, RISULTA DAL RAPPORTO IARC DEL 2008
GLI AGENTI AMBIENTALI TOSSICI E CANCEROGENI NON HANNO SOLO EFFETTI SULLA POPOLAZIONE ESPOSTA, INDUCONO VIA MATERNA, DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE, UN DECADIMENTO PROGRESSIVO DELLE CAPACITÀ DEL NOSTRO GENOMA DI PROTEGGERSI DAGLI STIMOLI NOCIVI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE.
Non basta curare il tumore, diventa indispensabile praticare la PREVENZIONE PRIMARIA.
La Mutagenesi Ambientale studia le modificazioni che i contaminanti ambientali provocano sul nostro GENOMA, quasi sempre punto di partenza delle trasformazioni cellulari che portano allo sviluppo del tumore e del cancro.
Il Prof. Angelo Levis si è sempre occupato di Mutagenesi Ambientale che è anche il nome della cattedra universitaria coperta per una ventina d'anni.
Il rapporto della IARC sul cancro nel mondo (2008) presenta dei dati riepilogativi impressionanti:
i casi di cancro sono raddoppiati negli ultimi 30 anni del secolo scorso.
Nel rapporto della IARC è riportato testualmente quanto segue:
nel 2008 sono stati diagnosticati 12 milioni di nuovi casi, inoltre 7 milioni di persone sono morte di cancro ed erano ancora viventi 25 milioni di persone malate di cancro. un'epidemia di cancro, dati in contrasto con le affermazioni trionfalistiche sulla sempre imminente sconfitta del cancro e non giustificabili solo dal prolungamento della vita media così come sostenuto da alcuni autorevoli oncologi.
Inoltre il rapporto della IARC sul cancro nel mondo (2008) dedica 4 pagine alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti e, visti gli stretti legami già esistenti tra la IARC, l'OMS, la Comunità Europea e il Progetto Interphone, non ci si poteva aspettare molto di più di quanto viene detto. È assolutamente inaccettabile la conclusione in cui si dice che le radiofrequenze non possono provocare mutazioni sul DNA. Ma chi ha stabilito che solo un danno diretto al DNA può provocare la capacità cancerogena di un dato agente, chimico o fisico che sia??
In effetti, ma c'è un aspetto generale ancora più preoccupante:
si sta facendo sempre più evidente, sulla base di dati scientifici incontrovertibili, il fatto che, OLTRE AGLI EFFETTI DIRETTI PROVOCATI DAGLI AGENTI AMBIENTALI TOSSICI E CANCEROGENI SULLA POPOLAZIONE ESPOSTA, un rischio ancora maggiore è dovuto al fatto che questi INDUCONO VIA MATERNA, DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE, UN DECADIMENTO PROGRESSIVO DELLE CAPACITÀ DEL NOSTRO GENOMA DI PROTEGGERSI DAGLI STIMOLI NOCIVI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE, il che potrebbe provocare in futuro una tragica pandemia di malattie neurodegenerative, di cancri e di tumori. In questo modo si potrebbe compromettere irreversibilmente il nostro patrimonio genetico che viene reso sempre più sensibile all'impatto con gli inquinanti ambientali e alle loro interazioni spesso non semplicemente additive, ma sinergiche cioè moltiplicative.
ESMOG: RIDUCE LE DIFESE DELL?ORGANISMO DALL?AZIONE GENOTOSSICA DEI RADICALI LIBERI
Il Prof. Levis, in sintonia con quanto asserisce la scienza in questi ultimi anni, parla di esposizione ai campi elettromagnetici, anche a bassissimi livelli, analizzandone gli effetti sui RADICALI LIBERI. Pertanto quando i termini scientifici si avvicinano sempre più al linguaggio quotidiano, iniziamo a capire qualcosa in più anche noi. Tutti conosciamo gli effetti dei radicali liberi.
Dal lavoro di Henshaw è mostrato che persino una esposizione cronica com'è quella residenziale a 0,2 microtesla è in grado di ridurre fino al 40% la sintesi notturna di melatonina. L'illuminazione notturna durante il sonno o durante il lavoro inibisce la sintesi di melatonina, RIDUCENDO IN QUESTO MODO LE DIFESE DELL'ORGANISMO DALL'AZIONE GENOTOSSICA DEI RADICALI LIBERI, CON CONSEGUENTI AUMENTI STATISTICAMENTE SIGNIFICATIVI DEL RISCHIO DI CANCRO AL SENO.
Mentre dal rapporto HPA - Health Protection Agency, agenzia del Regno Unito interessata alla protezione della popolazione dai rischi per la salute provocati dai campi elettromagnetici (?), si evince che pur essendo la melatonina un antiossidante capace di prevenire i danni al DNA dai radicali liberi prodotti dal normale metabolismo, tale ruolo è poco probabile alle concentrazioni fisiologiche che la melatonina ha nel sangue dell'organismo umano.
Questo senza considerare che, al contrario, la concentrazione della melatonina di alcuni organi e tessuti umani è di alcuni ordini di grandezza più elevata rispetto alla sua concentrazione nel sangue e come la melatonina sia in grado di agire da antiossidante ubiquitariamente.
Chissà come mai tutti i lavori citati da Henshaw, pur essendo stati pubblicati prima della stesura del rapporto HPA, sono stati da questa completamente ignorati !!? Forse perché tra le Agenzie del Regno Unito interessate alla protezione della popolazione dai rischi per la salute provocati dai CEM c'è sempre stato un legame molto stretto (HPA; AGNIR; NRPB). I legami tra queste Agenzie e le Compagnie Elettriche, di telefonia mobile e delle reti wireless, sempre esistiti ma poco appariscenti, sono diventati evidenti nel 2006-07 quando l'NRPB si è trasformato nel Mobile Telecommunications and Health Research (MTHR), quest'ultimo palesemente finanziato e condizionato dai gestori della telefonia mobile.
Tratto dalle schede del Prof. Angelo Levis già Ordinario di Mutagenesi Ambientale e membro del Comitato Scientifico ISDE-Italia
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inserito:: Venerdì, 23/07/2010 - 19:55:47
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Centrale a biomasse di Panettieri Un progetto insostenibile
Panettieri Giovedì 29 luglio - Ore 17,00 -p.zza San Carlo
Piazza Brutto ore 17,00 CARLOPOLI
convegno-dibattito
On. Luigi DE MAGISTRIS
Prof. Tonino PERNA
Dott. Ferdinando LAGHI
On. Mimmo TALARICO
Avv. Marcello NARDI
coordina: Dott.ssa Angelina Pettinato
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inserito:: Martedì, 13/07/2010 - 23:41:42
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In Sila l'aria più pura d'Europa Lo confermano le analisi svolte dal dott. Montanari e dalla dott.ssa Gatti, massimi esperti mondiali di Nanopatologie, sui campioni prelevati una anno fa all'interno del nostro parco. Nel corso di uno dei progetti di ricerca internazionali, che la dott.ssa Antonietta Gatti ha diretto e dirige, si presentò la necessità di valutare possibili inquinamenti indotti dalla sintesi di nanoparticelle in laboratori e industrie nanotecnologiche e le fu chiesto di trovare un luogo in cui l'inquinamento dell'aria fosse ad un livello considerabile prossimo allo zero. Un luogo dove l'ambiente fosse assimilabile a quello di quando l'Uomo non si era ancora impadronito delle tecnologie di cui oggi gode. “Ci rendemmo subito conto - scrive il dott. Stefano Montanari, direttore del Laboratorio Nanodiagnostics di Modena, in un articolo apparso sulla rivista Biolcalenda – che un luogo del genere non può esistere, e non può esistere perché l'atmosfera è una sorta di contenitore che, per grande che sia, non ha barriere. Dove cercare allora? Avendo un partner di ricerca norvegese, provammo alle Isole Svalbard, un arcipelago scarsissimamente abitato dove non esistono strade, vicino al Polo Nord e, perciò, un ottimo candidato. Con nostra sorpresa non fu così: anche lassù tra i ghiacci, a mille chilometri da Capo Nord le polveri inquinanti erano arrivate e il microscopio elettronico ce le mostrava impietosamente.” Nel mese di agosto del 2009 i due ricercatori decisero di trascorrere una vacanza in Calabria e scelsero una delle proposte di viaggio di Orme nel Parco. Un giorno di agosto li ospitammo nel nostro parco a Tirivolo dove, per pura curiosità, piazzarono i loro strumenti di rilevazione. I campionamenti dell'aria furono effettuati utilizzando appositi filtri che trattenevano la polvere. Questi furono poi osservati sotto un microscopio elettronico a scansione costosissimo, dotato di un sensore di microanalisi a raggi X che permise di identificare i granelli di polveri sia per la morfologia che per la composizione chimica. “Tornati al lavoro – prosegue Montanari – analizzammo i risultati. Ci si creda o no, l'aria era pulita, molto meglio di quella delle isole Svalbard e, nella nostra esperienza (ventennale ndr), in assoluto la migliore che mai ci sia capitato di incontrare.” In entrambi i casi non sono state trovate molte polveri ma, quello che è apparso singolare è che, mentre in Sila sui filtri si è depositata solo della normale polvere, alle Svalbard è stata rilevata anche per esempio una pallina di piombo con attaccate palline molto più piccole. “Queste, – spiega la dott.ssa Gatti - sicuramente provenivano da processi combustivi. Quindi il campione di polveri prelevato nelle isole Svalbard non era per noi un buon riferimento di zero inquinamento, mentre quello prelevato in Sila si.” I risultati di queste analisi sono stati inseriti anche in una banca dati (in costruzione) che fa parte del rapporto finale di un Progetto Europeo di nanotossicologia chiamato DIPNA (Development of an integrated platform for the nanoparticles risk assessment) (FP6-NMP-2006-09). La notizia conferma e certifica ciò di cui siamo sempre stati convinti ovvero che l'aria che respiriamo in questi boschi, dove abbiamo deciso di investire per proporre un turismo eco-sostenibile, è pura al 100% e oggi possiamo anche dimostrarlo scientificamente e garantirlo ai clienti che scelgono Orme nel Parco per trascorrere le proprie vacanze in Calabria. “Spiegazioni ce ne sono diverse – aggiunge Montanari - da quelle di fisica secondo cui, a causa della rotazione terrestre, il particolato sospeso tende a portarsi verso i poli, fino a tirare in ballo l'altitudine. Ma il motivo principale è che ancora, nonostante i tentativi di qualche “politico” molto disinvolto, non si è riusciti a fare della Calabria una terra di conquista per chi prospera impiantando industrie inquinanti e incenerimento dei rifiuti.” Tutto questo è stato possibile perché i due ricercatori, nel corso delle loro indagini, si sono potuti avvalere di un microscopio potentissimo, unico in Italia, con il quale continuano ad effettuare le loro importantissime ricerche. Unico problema è che l’apparecchio è da pagare e, per farlo, occorrono all’incirca 400.000 euro cifra astronomica per i due dottori. Così, per finanziare almeno in parte le loro ricerche, hanno fondato un’associazione chiamata “Ricerca è Vita Onlus”, con la speranza di riuscire a sensibilizzare l'opinione pubblica prendendo coscienza di come, qualche euro versato, possa costituire un investimento sulla salute non solo propria ma anche dei propri figli, stante il fatto che gl’inquinanti di cui si occupano sono “eterni”, vale a dire che la Natura non è capace di modificarli trasformandoli in qualcosa di compatibile con l’ambiente e la salute. Chi volesse può contribuire tramite bonifico bancario su BancoPosta intestato ad "Associazione Ricerca è Vita Onlus" Via Fra Bartolomeo n.175, 59100 Prato, C.F. 92077370481 L’ IBAN è: IT38 L076 0102 8000 0009 3844 736. È possibile anche eseguire un versamento tramite bollettino postale. L’intestazione è sempre "Associazione Ricerca è Vita Onlus”, mentre il numero di conto corrente postale è: 93844736. In ambedue i casi la causale è: nanopatologie. E' possibile donare anche tramite Paypal. http://www.ormenelparco.it/it/focus.php?id=50
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inserito:: Giovedì, 08/07/2010 - 10:22:34
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Aperta da Agorà - Ultimo messaggio da Agorà
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L’affare delle biomasse
dal quotidiano TERRA 7 luglio 2010
Energia. Lungo la Penisola le multinazionali promuovono progetti per grandi centrali, poco sostenibili perchè devono importare il legno da bruciare. Il caso di Panettieri, un Comune del cosentino di 365 anime. Con appena 365 abitanti, Panettieri è il paese più piccolo della Calabria. Soltanto 14,7 chilometri di superficie, in provincia di Cosenza, nel comprensorio montano del Reventino. Qui, la BioEnergia investimenti spa ha pensato, forse per la bassa densità della popolazione, di presentare un progetto per la realizzazione di una centrale a biomasse da 14 MW. L’iter autorizzativo è fermo alle varie fasi di Conferenza dei servizi, ma avrebbe già incassato, in via del tutto informale, da un lato il benestare di alcuni esponenti del Comune di Panettieri e dall’altro la contrarietà delle ammistrazioni limitrofe, come quella di Carlopoli. Quanto basta per sollevare dubbi intorno ad un piano di fattibilità “riguardo alle reali possibilità di approvvigionamento del combustibile; al traffico dei pesanti mezzi usati per il trasporto; alle ingenti quantità d’acqua necessarie per il loro funzionamento; alle risorse naturalistiche e paesaggistiche dell’intero territorio; alle emissioni inquinanti rilasciate in atmosfera”, come denuncia ormai da mesi il locale Comitato per il “no alla centrale a biomasse di Panettieri”. Una centrale da circa 130mila tonnellate annue dichiarate di biomassa, non reperibile in loco, e che implicherebbe inoltre l’utilizzo di 200mila metri cubi all’anno di acqua, una risorsa intorno alla quale le multinazionali dell’energia e dei rifiuti sono intenzionate a creare un business. Sembra non essere un caso che ad avanzare il progetto è una società per azioni, la BioEnergia investimenti spa, che opera nel settore avvalendosi della collaborazione della Onyx sarm spa della multinazionale francese Veolia, della Siram spa e della Dalkia international, altra società d’Oltralpe di Electricité de France (EDF), la maggiore azienda che distribuisce e produce energia in Francia (a maggioranza pubblica) e la stessa Veolia. Per la Provincia di Cosenza si tratta di un impianto sovradimensionato – così come avviene in altre parti d’Italia e del Meridione – caratterizzato da improvvisazione, carenze progettuali e mancate richieste di autorizzazione alla realizzazione di pozzi e scarichi nel fiume, presumibilmente il Fego. Come evidenziato nelle sue osservazioni. “Si tratta di progetti ‘copia e incolla’, presentati ovunque da diverse società, poi conseguentemente ridefiniti grazie ad amministratori compiacenti – denuncia Francesco Saccomanno, del Coordinamento nazionale Forum Ambientalista – che molte volte si portano dietro interessi criminali”. Interessi, sovrastime, insostenibilità ambientale, difficoltà a smaltire i residui che derivano dall’incenerimento, anche perchè in Calabria non esistono discariche per i rifiuti speciali. Infatti le ceneri degli impianti a biomasse, i cosiddetti rifiuti R10, potrebbero alimentare il giro dello smaltimento illecito, come già avvenuto nel crotonese – dove di centrali ce ne sono tre – o utilizzate per la costruzione di abitazioni e scuole. L’inchiesta “Black Mountain”, che coinvolge la provincia di Crotone, racconta proprio questo. Lo sviluppo delle energie rinnovabili, insomma, si sta evolvendo verso la “black economy”, a vocazione “poco green e molto economy”. Un modus operandi di lobby fatte di procacciatori d’affari e gruppi finanziari con alle spalle le spa dell’energia e dei rifiuti che fagocitano le categorie deboli locali, agricoltori e precari, divenute merce di scambio per l’attuazione di ricatti occupazionali. La convenienza delle biomasse dipende dagli aiuti di Stato e dagli incentivi pubblici già a partire dalla fase progettuale, essendo in molte aree inesistente un mercato locale del legno tale da alimentare grandi centrali, pur in presenza di estesi boschi in aree protette. Il legno, quindi, viene importato. L’affermazione di Roberto Garavaglia, amministratore delegato di Euro energy group srl, è emblematica: “Le tariffe CIP6 ci permettono di incassare 20 milioni di euro all’anno che vanno a coprire esclusivamente il costo molto alto delle biomasse. La centrale di Cutro (20 MW) costerebbe 50 milioni di euro. Senza i contributi statali non sarebbe conveniente realizzarla […] ora andiamo avanti altri 5 anni con gli incentivi, poi si vedrà”. A meno che non si scelga la strada di bruciare CDR, il combustibile da rifiuto. Quello di Panettieri è solo un caso. [Articolo di Pietro Dommarco tratto dal quotidiano Terra del 7 luglio 2010 (.pdf)]
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