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Autore Discussione: Un'epidemia di cancro ? Risulta dal rapporto Iarc 2008  (Letto 134 volte)
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claudio
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« inserito:: Sabato, 24/07/2010 - 13:50:09 »

UN'EPIDEMIA DI CANCRO?, RISULTA DAL RAPPORTO IARC DEL 2008

GLI AGENTI AMBIENTALI TOSSICI E CANCEROGENI NON HANNO SOLO EFFETTI SULLA POPOLAZIONE ESPOSTA, INDUCONO VIA MATERNA, DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE, UN DECADIMENTO PROGRESSIVO DELLE CAPACITÀ DEL NOSTRO GENOMA DI PROTEGGERSI DAGLI STIMOLI NOCIVI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE.

Non basta curare il tumore, diventa indispensabile praticare la PREVENZIONE PRIMARIA.

La Mutagenesi Ambientale studia le modificazioni che i contaminanti ambientali provocano sul nostro GENOMA, quasi sempre punto di partenza delle trasformazioni cellulari che portano allo sviluppo del tumore e del cancro.

Il Prof. Angelo Levis si è sempre occupato di Mutagenesi Ambientale che è anche il nome della cattedra universitaria coperta per una ventina d'anni.

Il rapporto della IARC sul cancro nel mondo (2008) presenta dei dati riepilogativi impressionanti:

i casi di cancro sono raddoppiati negli ultimi 30 anni del secolo scorso.

Nel rapporto della IARC è riportato testualmente quanto segue:

nel 2008 sono stati diagnosticati 12 milioni di nuovi casi, inoltre 7 milioni di persone sono morte di cancro ed erano ancora viventi 25 milioni di persone malate di cancro. un'epidemia di cancro, dati in contrasto con le affermazioni trionfalistiche sulla sempre imminente sconfitta del cancro e non giustificabili solo dal prolungamento della vita media così come sostenuto da alcuni autorevoli oncologi.

Inoltre il rapporto della IARC sul cancro nel mondo (2008) dedica 4 pagine alle radiazioni elettromagnetiche non ionizzanti e, visti gli stretti legami già esistenti tra la IARC, l'OMS, la Comunità Europea e il Progetto Interphone, non ci si poteva aspettare molto di più di quanto viene detto. È assolutamente inaccettabile la conclusione in cui si dice che le radiofrequenze non possono provocare mutazioni sul DNA. Ma chi ha stabilito che solo un danno diretto al DNA può provocare la capacità cancerogena di un dato agente, chimico o fisico che sia??

In effetti, ma c'è un aspetto generale ancora più preoccupante:

si sta facendo sempre più evidente, sulla base di dati scientifici incontrovertibili, il fatto che, OLTRE AGLI EFFETTI DIRETTI PROVOCATI DAGLI AGENTI AMBIENTALI TOSSICI E CANCEROGENI SULLA POPOLAZIONE ESPOSTA, un rischio ancora maggiore è dovuto al fatto che questi INDUCONO VIA MATERNA, DI GENERAZIONE IN GENERAZIONE, UN DECADIMENTO PROGRESSIVO DELLE CAPACITÀ DEL NOSTRO GENOMA DI PROTEGGERSI DAGLI STIMOLI NOCIVI PROVENIENTI DALL'AMBIENTE, il che potrebbe provocare in futuro una tragica pandemia di malattie neurodegenerative, di cancri e di tumori. In questo modo si potrebbe compromettere irreversibilmente il nostro patrimonio genetico che viene reso sempre più sensibile all'impatto con gli inquinanti ambientali e alle loro interazioni spesso non semplicemente additive, ma sinergiche cioè moltiplicative.

ESMOG: RIDUCE LE DIFESE DELL?ORGANISMO DALL?AZIONE GENOTOSSICA DEI RADICALI LIBERI

Il Prof. Levis, in sintonia con quanto asserisce la scienza in questi ultimi anni, parla di esposizione ai campi elettromagnetici, anche a bassissimi livelli, analizzandone gli effetti sui RADICALI LIBERI. Pertanto quando i termini scientifici si avvicinano sempre più al linguaggio quotidiano, iniziamo a capire qualcosa in più anche noi. Tutti conosciamo gli effetti dei radicali liberi.

Dal lavoro di Henshaw è mostrato che persino una esposizione cronica com'è quella residenziale a 0,2 microtesla è in grado di ridurre fino al 40% la sintesi notturna di melatonina. L'illuminazione notturna durante il sonno o durante il lavoro inibisce la sintesi di melatonina, RIDUCENDO IN QUESTO MODO LE DIFESE DELL'ORGANISMO DALL'AZIONE GENOTOSSICA DEI RADICALI LIBERI, CON CONSEGUENTI AUMENTI STATISTICAMENTE SIGNIFICATIVI DEL RISCHIO DI CANCRO AL SENO.

Mentre dal rapporto HPA - Health Protection Agency, agenzia del Regno Unito interessata alla protezione della popolazione dai rischi per la salute provocati dai campi elettromagnetici (?), si evince che pur essendo la melatonina un antiossidante capace di prevenire i danni al DNA dai radicali liberi prodotti dal normale metabolismo, tale ruolo è poco probabile alle concentrazioni fisiologiche che la melatonina ha nel sangue dell'organismo umano.

Questo senza considerare che, al contrario, la concentrazione della melatonina di alcuni organi e tessuti umani è di alcuni ordini di grandezza più elevata rispetto alla sua concentrazione nel sangue e come la melatonina sia in grado di agire da antiossidante ubiquitariamente.

Chissà come mai tutti i lavori citati da Henshaw, pur essendo stati pubblicati prima della stesura del rapporto HPA, sono stati da questa completamente ignorati !!? Forse perché tra le Agenzie del Regno Unito interessate alla protezione della popolazione dai rischi per la salute provocati dai CEM c'è sempre stato un legame molto stretto (HPA; AGNIR; NRPB). I legami tra queste Agenzie e le Compagnie Elettriche, di telefonia mobile e delle reti wireless, sempre esistiti ma poco appariscenti, sono diventati evidenti nel 2006-07 quando l'NRPB si è trasformato nel Mobile Telecommunications and Health Research (MTHR), quest'ultimo palesemente finanziato e condizionato dai gestori della telefonia mobile.

Tratto dalle schede del Prof. Angelo Levis già Ordinario di Mutagenesi Ambientale e membro del Comitato Scientifico ISDE-Italia
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